Vai al contenuto
Copertina se2.store con un pannello fotovoltaico al sole e il titolo Quanto rende un impianto fotovoltaico

Quanto rende un impianto fotovoltaico: produzione e risparmio

"Quanto rende un impianto fotovoltaico" ha due risposte, e conviene tenerle separate. La prima è quanta energia produce, e si calcola con buona precisione prima ancora di montare un pannello. La seconda è quanti euro ti fa risparmiare quell'energia. Qui entra in gioco una cosa che nessun simulatore sa di te: quanta di quella energia usi mentre il sole c'è.

In questa guida facciamo i due conti: la produzione dal database europeo PVGIS per il Salento, il prezzo dell'elettricità da Eurostat, le regole del GSE per l'energia che mandi in rete nel 2026.

Quanto produce: fino a 1.500 kWh per kWp a Lecce

La produzione dipende soprattutto da dove guardano i pannelli. Questi sono i valori annui per ogni kWp installato a Lecce, calcolati con PVGIS, lo strumento della Commissione Europea che usa i dati satellitari di irraggiamento dal 2005 al 2023:

Posizione dei pannelli kWh l'anno per kWp
Falda a sud, inclinazione 30° 1.512
Falda a sud, inclinazione 15° 1.446
Tetto piano, pannelli orizzontali 1.305
Falda a est o a ovest, inclinazione 10° 1.294
Falda a est o a ovest, inclinazione 30° 1.230

Fonte: PVGIS 5.3 (JRC, Commissione Europea), banca dati SARAH-3, perdite di sistema del 14%. Valori medi del periodo 2005-2023, senza ombreggiamenti.

Un impianto da 4,5 kWp su una falda a sud produce quindi circa 6.800 kWh l'anno. Lo stesso impianto su una falda a ovest ne produce circa 5.500. È una differenza del 19%, ma non è una condanna. A est e a ovest la produzione si sposta verso il mattino e il tardo pomeriggio: se in casa consumi soprattutto in quelle ore, una parte della differenza la recuperi in autoconsumo.

La produzione cambia anche con le stagioni. Con la falda a sud, a luglio ogni kWp produce 171 kWh, a dicembre 80: d'estate più del doppio che d'inverno. È il motivo per cui d'estate avanza molta energia e d'inverno si continua a prelevare dalla rete, anche con un impianto ben dimensionato.

Quanto vale un kWh: dipende da dove va a finire

Ogni kWh che l'impianto produce prende una di due strade, e le due strade valgono cifre molto diverse.

L'energia che usi: vale quanto la bolletta che non paghi

Un kWh prodotto e consumato in casa nello stesso momento è un kWh che non compri. Secondo Eurostat, nel secondo semestre 2025 una famiglia italiana con consumi fra 2.500 e 5.000 kWh l'anno ha pagato l'elettricità in media 0,2966 € al kWh, tasse comprese.

Non tutto quel prezzo però sparisce quando consumi meno: la quota fissa e la quota potenza restano in bolletta comunque. Per questo nei conti che seguono diamo al kWh autoconsumato un valore prudente di 0,25 €. Per avere il tuo numero, togli dal totale di un anno di bollette la quota fissa e la quota potenza, e dividi quello che resta per i kWh consumati nello stesso anno.

L'energia che mandi in rete: dai 4,75 centesimi in su

Quello che non consumi finisce in rete e il GSE te lo paga con il Ritiro Dedicato. Per il fotovoltaico, nel 2026 il GSE garantisce un prezzo minimo di 47,5 € al MWh, cioè 4,75 centesimi al kWh. Se a fine anno il prezzo di mercato della tua zona, ora per ora, avrebbe reso di più, a conguaglio ti riconosce quello.

Il prezzo di mercato cambia molto da un mese all'altro. Per la zona Sud, nelle ore diurne dei giorni feriali (fascia F1) il GSE ha registrato una media di 67,50 € al MWh a maggio 2026 e di 148,14 € a luglio 2026. Nei conti che seguono usiamo 10 centesimi al kWh come ipotesi centrale e 4,75 come caso peggiore, cioè il minimo garantito.

Una precisazione: per un impianto nuovo lo Scambio sul Posto non c'è più. È stato chiuso nel 2025: potevano chiederlo solo gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Per l'energia immessa resta il Ritiro Dedicato.

Con i valori di questa guida, un kWh che usi vale fra due volte e mezza e cinque volte uno che vendi. Per questo il rendimento di un impianto domestico dipende tanto da quanta energia consumi mentre il sole c'è.

Vuoi il conto sul tuo tetto e sulla tua bolletta?

Mandaci l'ultima bolletta e dicci dove guarda il tetto. Ti diciamo quanto produrrebbe l'impianto, quanta di quella energia useresti davvero e se l'accumulo nel tuo caso si ripaga.

Chiedi il conto →

Il conto su un caso concreto

Prendiamo un impianto da 4,5 kWp su una falda a sud a Lecce: circa 6.800 kWh l'anno. Quanto rende dipende dalla quota di produzione che la famiglia consuma direttamente. Ecco tre situazioni tipo:

Situazione kWh usati in casa kWh in rete Valore annuo (rete a 10 cent) Valore annuo (rete a 4,75 cent)
Senza batteria, casa vuota di giorno (20% autoconsumato) 1.361 5.443 885 € 599 €
Senza batteria, qualcuno in casa di giorno (30%) 2.041 4.763 987 € 736 €
Con batteria, i consumi serali coperti dal sole (45%) 3.062 3.742 1.140 € 943 €

Valore annuo = kWh usati in casa × 0,25 € + kWh in rete × prezzo di ritiro. Le percentuali di autoconsumo sono esempi, non medie. Il calcolo trascura le piccole perdite di carica e scarica della batteria.

Leggendo la tabella si notano due cose. La prima: anche nel caso peggiore, con la casa vuota di giorno e l'energia pagata al minimo, l'impianto vale circa 600 € l'anno. La seconda: passare dalla prima alla terza riga vale da 255 a 344 € l'anno. Una parte si ottiene gratis, spostando i consumi nelle ore di sole; il resto lo porta la batteria, che sposta sulla sera l'energia prodotta a mezzogiorno. E ad agosto 2026 la fascia serale è costata più di quella diurna, come abbiamo visto con i prezzi di agosto 2026.

Come capire in quale riga sei

Prendi la bolletta e guarda i consumi divisi per fascia. La F1 copre i giorni feriali dalle 8 alle 19, cioè grosso modo le ore in cui l'impianto produce. Se la F1 pesa poco sul totale perché di giorno non c'è nessuno, sei nella prima riga, e sono la batteria o le abitudini (lavatrice, lavastoviglie e scaldabagno programmati a metà giornata) a spostarti verso la terza. Il sabato e la domenica contano a parte: il sole c'è, e i consumi di solito anche.

In quanti anni rientra la spesa

Il conto è uno solo: costo dell'impianto finito, diviso quello che ti torna ogni anno fra risparmio in bolletta e rata della detrazione.

Quanto costa il materiale, taglia per taglia e con o senza batteria, lo trovi in quanto costa un impianto fotovoltaico con accumulo. A questo va aggiunta la manodopera, che dipende dal tetto.

Sulle spese sostenute nel 2026 la detrazione IRPEF è del 50% per l'abitazione principale e del 36% negli altri casi, recuperata in dieci rate annuali. Dal 2027 la legge prevede il 36% per l'abitazione principale e il 30% per le altre. I dettagli sono nella guida su incentivi e detrazioni 2026.

Un esempio, non un preventivo: mettiamo che un impianto da 4,5 kWp senza batteria, montato, ti costi 7.700 € IVA inclusa. Se hai diritto alla detrazione del 50%, per dieci anni ti tornano 385 € l'anno. Nella riga centrale della tabella, senza batteria e con qualcuno in casa di giorno, recuperi quindi 987 + 385 = 1.372 € l'anno, e la spesa rientra in circa cinque anni e mezzo. Con l'energia pagata al minimo garantito si arriva a quasi sette anni. Dopo, l'impianto continua a produrre: secondo le schede tecniche dei costruttori, i moduli garantiscono ancora fra l'87 e il 90% della potenza al trentesimo anno.

Cosa fa rendere di più (o di meno) un impianto

  • Le ombre. Un camino, un'antenna o l'albero del vicino possono togliere molto più di quanto sembri, perché i moduli in serie lavorano insieme. PVGIS non le vede: vanno verificate sul tetto.
  • Il dimensionamento. Con l'energia in rete pagata da 4,75 a una decina di centesimi, un impianto molto più grande dei tuoi consumi produce soprattutto kWh da vendere, cioè i meno pagati. Conviene partire dai consumi, non dalla superficie del tetto.
  • Le abitudini. Spostare lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno o la ricarica dell'auto nelle ore di sole alza l'autoconsumo senza spendere un euro.
  • La batteria, se la sera consumi. Si ripaga quando c'è energia da spostare: tanti consumi serali e tanta produzione che avanza di giorno. Come sceglierla lo trovi in quale batteria di accumulo scegliere.

Kit fotovoltaici con accumulo

Da 3 a 20 kWp, con batteria da 5 a 30 kWh o con la sola predisposizione per aggiungerla dopo. Strutture e pratiche di connessione a scelta, prezzi con IVA agevolata al 10%, spedizione in tutta Italia.

Vedi i kit fotovoltaici →

Fonti: produzione da PVGIS 5.3 (JRC, Commissione Europea) per Lecce, banca dati SARAH-3 2005-2023, perdite di sistema del 14%. Prezzo dell'elettricità per le famiglie da Eurostat (nrg_pc_204, fascia 2.500-4.999 kWh, secondo semestre 2025, tutte le imposte incluse). Prezzo minimo garantito 2026 e prezzi medi del Ritiro Dedicato per la zona Sud dal GSE. Chiusura dello Scambio sul Posto: comunicazione GSE del 6 marzo 2025. Detrazioni: Agenzia delle Entrate, Legge 30 dicembre 2025 n. 199. Potenza garantita al 30° anno: schede tecniche dei costruttori. Prezzi dei kit aggiornati ad agosto 2026. Gli esempi di autoconsumo e di costo dell'impianto sono ipotesi di calcolo, non preventivi.