Prezzo dell'energia elettrica: ad agosto 2026 la sera è costata più del giorno
Il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica ha chiuso agosto 2026 a 0,1793 €/kWh di media, contro 0,1570 €/kWh di luglio e 0,1194 €/kWh di maggio. In tre mesi la materia prima energia è aumentata di circa il 50%.
Dentro quel numero, però, c'è un dettaglio che quasi nessuno commenta e che riguarda direttamente chi ha un impianto fotovoltaico: ad agosto la fascia serale è costata più di quella diurna. È la prima volta che accade con questa evidenza, e cambia il modo in cui conviene ragionare su fotovoltaico e accumulo.
I numeri di agosto 2026
Il riferimento è il PUN Index GME, il prezzo medio della borsa elettrica italiana: dal 1° gennaio 2025 si chiama così, ma il calcolo — media ponderata dei prezzi di mercato — è rimasto identico al vecchio PUN.
| Mese 2026 | Media €/kWh |
|---|---|
| Agosto | 0,1793 |
| Luglio | 0,1570 |
| Giugno | 0,1325 |
| Maggio | 0,1194 |
Medie mensili del PUN, dati di mercato GME. Ad agosto il minimo giornaliero è stato 0,1284 €/kWh e il massimo 0,2078 €/kWh.
Il giorno peggiore è stato il 3 agosto: media giornaliera intorno a 197 €/MWh, con punte oltre 200 €/MWh a partire dalle 18:00. Non è la crisi del 2022 — quell'agosto la media mensile sfiorò 543 €/MWh con picchi orari sopra gli 800 — ma il livello attuale è comunque il doppio di quello di primavera.
Il dato che conta: la fascia F2 ha superato la F1
Guardando le fasce orarie ARERA, agosto 2026 si legge così:
| Fascia | Quando | Agosto €/kWh | Luglio €/kWh |
|---|---|---|---|
| F1 | lun-ven 8-19 | 0,17452 | 0,15420 |
| F2 | lun-ven 7-8 e 19-23, sab 7-23 | 0,20435 | 0,16938 |
| F3 | notte, domeniche e festivi | 0,17172 | 0,15226 |
La F2, cioè la fascia della sera, è costata il 17% in più della F1, la fascia del pieno giorno. Il motivo è meccanico e vale la pena capirlo, perché non è un caso isolato di agosto: nelle ore centrali il fotovoltaico installato in Italia — decine di gigawatt — abbatte il prezzo di borsa. Alle 19, quando i condizionatori sono ancora accesi e la produzione solare crolla, quella pressione al ribasso sparisce di colpo e a coprire la domanda restano i cicli combinati a gas, che oggi fanno ancora il 45-50% della generazione elettrica nazionale.
Il risultato è una curva del prezzo a forma di U: l'energia costa poco quando c'è il sole e molto quando il sole non c'è.
Perché è salito: gas, caldo, poca acqua
Tre fattori insieme, in ordine di peso:
- Il gas. Ad agosto il PSV italiano ha chiuso a 0,6861 €/Smc di media, +13% dall'inizio alla fine del mese. Finché il prezzo marginale dell'elettricità lo fa la centrale a gas, il PUN segue il metano quasi passo per passo.
- Il caldo. Consumi da climatizzazione sopra media, concentrati nelle ore pomeridiane e serali.
- Idroelettrico ed eolico sotto la media rispetto al 2025: meno produzione a costo marginale zero da mettere in campo.
Nessuna di queste tre cose è sotto il controllo di chi paga la bolletta. Ed è esattamente il punto.
Cosa cambia se hai (o stai valutando) il fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico senza accumulo produce quando l'energia dalla rete costa meno, e non produce quando costa più. Continua a convenire — l'autoconsumo diurno resta il risparmio più solido che esista — ma con una curva dei prezzi come quella di agosto la parte più cara della bolletta è proprio quella che il solo pannello non tocca: la sera.
Su una famiglia da 3.500 kWh l'anno il conto, in ordine di grandezza, è questo. Un impianto da 6 kWp senza batteria porta l'autoconsumo intorno al 30-35%; con un accumulo da circa 10 kWh si arriva realisticamente al 70-80%. Sono circa 1.400 kWh l'anno che passano dall'essere immessi in rete all'essere consumati in casa.
Attenzione a come si valuta quel guadagno, perché qui i preventivi gonfiati si riconoscono: quei 1.400 kWh, se immessi, ti vengono comunque pagati dal Ritiro Dedicato, ma a una frazione di quanto li paghi quando li ricompri. Il beneficio vero è la differenza fra il prezzo d'acquisto in bolletta e quello di vendita, non il prezzo pieno. Con i valori di questi mesi si parla di un ordine di 250-400 € l'anno, che sale se l'aumento della materia energia si consolida e se in casa ci sono carichi serali importanti — pompa di calore, piano a induzione, un'auto elettrica da ricaricare.
La cosa da ricordare è semplice: il fotovoltaico ti sgancia dal prezzo del giorno, la batteria ti sgancia dal prezzo della sera. E ad agosto 2026 la sera è stata la fascia più cara di tutte.
Hai già l'impianto ma non la batteria?
L'accumulo si aggiunge anche a un impianto già in funzione. Mandaci il modello dell'inverter e una bolletta: ti diciamo se è compatibile, quanti kWh hanno senso per i tuoi consumi serali e cosa comporta il retrofit.
Valuta l'accumulo →Se aggiungi un accumulo, ricordati delle pratiche
Un dettaglio che salta spesso: inserire una batteria su un impianto esistente non è solo un lavoro elettrico. Va aggiornata la configurazione dell'impianto verso il distributore e il GSE, perché cambia il modo in cui l'energia viene misurata e contabilizzata. Se l'impianto è incentivato, l'aggiornamento è ancora più delicato. Ce ne occupiamo noi con il servizio dedicato alle pratiche per l'aggiunta di un accumulo a un impianto esistente.
Se hai una tariffa indicizzata, controlla come te la calcolano
Chi ha un contratto a prezzo variabile agganciato al PUN vedrà l'aumento di agosto arrivare nelle bollette di inizio autunno. Il prezzo di borsa non è però quello che paghi: la materia energia si costruisce così.
Costo €/kWh = (PUN × 1,10) + spread del fornitore
- Il fattore 1,10 copre le perdite di rete in bassa tensione. Dal 1° gennaio 2023 la percentuale è il 10%: se in bolletta trovi ancora applicato il vecchio 10,2% (coefficiente 1,102), fai notare la cosa.
- Lo spread è il margine del fornitore, in genere fra 0,01 e 0,03 €/kWh. È l'unica voce su cui si negozia davvero.
- La quota fissa mensile (spesso una decina di euro) si paga a prescindere dai consumi, sia con prezzo fisso sia con prezzo indicizzato: non va confusa con il prezzo al kWh.
Con il PUN di agosto a 0,1793 €/kWh e uno spread di 0,015, la sola materia energia vale circa 0,212 €/kWh, al netto di oneri di sistema, trasporto e IVA. È su questa voce che l'autoconsumo agisce: ogni kWh che produci e consumi in casa è un kWh che non compri a quel prezzo.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Le previsioni sull'energia vanno prese per quello che sono — scenari, non certezze — ma la direzione degli operatori di mercato è abbastanza condivisa: in autunno un rientro parziale dai picchi di agosto, con il riempimento degli stoccaggi europei di gas che tiene comunque il prezzo sopra i livelli di primavera; in inverno il fattore decisivo saranno le temperature e le rotte di approvvigionamento del gas liquefatto, con il rischio di una seconda fiammata se la stagione fosse rigida.
Tradotto in pratica: se sei in tariffa variabile, questo è un momento sensato per farsi fare due conti su un'offerta a prezzo bloccato. E se stai valutando un impianto, il calcolo del ritorno va fatto sulle tue fasce di consumo, non su una media annuale: con la F2 più cara della F1, chi consuma la sera ha un vantaggio in più ad affiancare l'accumulo ai pannelli.
Se vuoi andare a fondo: abbiamo scritto se conviene installare una batteria di accumulo, come scegliere quale batteria e quanto costa un impianto con accumulo nel 2026.
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Vedi i sistemi di accumulo →Fonti dei dati di mercato: prezzi PUN e PSV rilevati dagli osservatori sui dati del Gestore dei Mercati Energetici (GME) e di Snam, agosto 2026. I valori per fascia sono medie mensili e possono differire leggermente fra i diversi rilevatori. Le indicazioni economiche di questo articolo sono ordini di grandezza a scopo informativo, non una valutazione del tuo caso specifico.