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Sovratensioni e protezione dell'impianto fotovoltaico: la guida 2026

Sovratensioni e protezione dell'impianto fotovoltaico: la guida 2026

Un impianto fotovoltaico è un investimento che dura 25 anni o più. Ma c'è un nemico silenzioso che può metterlo fuori uso in pochi microsecondi: la sovratensione. Un singolo picco può bruciare l'inverter — il componente più costoso e delicato dell'impianto — lasciandoti senza produzione e con una bolletta di riparazione salata.

In questa guida vediamo cosa sono le sovratensioni, perché il fotovoltaico è particolarmente esposto e quali sono i sistemi di protezione da sovratensione per il fotovoltaico che ogni impianto a regola d'arte dovrebbe avere.

Cosa sono le sovratensioni

Una sovratensione è un picco di tensione transitorio: dura pochissimo (microsecondi), ma può raggiungere valori di migliaia di volt, ben oltre i 230 V di rete. Le origini sono due:

  • Origine atmosferica: i fulmini. Non serve un fulmine diretto sull'edificio: anche una scarica a centinaia di metri di distanza induce un picco di tensione nei cavi (fulminazione indiretta), ed è il caso di gran lunga più frequente.
  • Origine di manovra: commutazioni sulla rete elettrica, distacchi di grossi carichi, interventi del distributore. Sono picchi più contenuti ma molto più frequenti, e nel tempo "logorano" l'elettronica.

Perché il fotovoltaico è così esposto

L'impianto fotovoltaico ha tre caratteristiche che lo rendono un bersaglio ideale per le sovratensioni:

  • Grande superficie captante: i moduli occupano decine di metri quadri sul tetto, nel punto più alto ed esposto dell'edificio.
  • Lunghi cavi in corrente continua: i collegamenti tra le stringhe e l'inverter formano veri e propri "anelli" che captano l'energia elettromagnetica di un fulmine vicino.
  • Elettronica sensibile: l'inverter contiene componenti a semiconduttore che un picco di tensione può danneggiare istantaneamente.

Il risultato di una sovratensione non protetta è quasi sempre lo stesso: inverter fuori uso. Significa costo di sostituzione, tempi di attesa per il ricambio e, soprattutto, settimane di mancata produzione. In alcuni casi il produttore può anche contestare la garanzia se l'impianto non era dotato di adeguate protezioni a monte.

Le protezioni del tuo impianto sono ancora efficienti?

Gli scaricatori di sovratensione si consumano nel tempo. Un controllo periodico verifica che siano ancora in grado di proteggere il tuo inverter.

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Gli SPD: gli scaricatori di sovratensione

La difesa principale contro le sovratensioni si chiama SPD (Surge Protective Device), in italiano scaricatore o limitatore di sovratensione. Il principio è semplice: l'SPD "intercetta" il picco di tensione e lo devia verso l'impianto di terra, tagliando la tensione a un valore sicuro prima che raggiunga l'inverter e gli altri componenti.

Gli SPD si classificano in tre tipi, in base al livello di protezione:

  • Tipo 1: protegge dalla fulminazione diretta. È richiesto quando l'edificio è dotato di un impianto parafulmine (LPS).
  • Tipo 2: protegge dalle sovratensioni indirette (fulmini vicini e manovre di rete). È il tipo più diffuso negli impianti residenziali e delle PMI.
  • Tipo 3: protezione "fine", installata vicino alle utenze più sensibili, a valle dei Tipo 1 e 2.

Esistono anche scaricatori combinati Tipo 1+2, che uniscono in un solo dispositivo la protezione da fulminazione diretta e indiretta.

Dove si installano: lato DC e lato AC

Un impianto fotovoltaico va protetto su entrambi i lati:

  • Lato DC (corrente continua): nel quadro di stringa/campo, tra i moduli e l'inverter. Protegge l'ingresso dell'inverter dai picchi che arrivano dai pannelli sul tetto.
  • Lato AC (corrente alternata): nel quadro di parallelo, tra l'inverter e la rete. Protegge l'inverter dai picchi provenienti dalla rete e mette al riparo anche l'impianto domestico.

Molti inverter moderni hanno già gli SPD integrati

Una buona notizia: gli inverter di ultima generazione integrano spesso una protezione di base. Per esempio gli inverter ibridi della gamma più recente includono scaricatori Tipo 2 sia sul lato DC che sul lato AC già di serie.

Attenzione però: si tratta quasi sempre di protezione di Tipo 2. Se l'edificio ha un parafulmine, o se l'analisi del rischio lo richiede, serve comunque un SPD di Tipo 1 esterno e dedicato, installato in un apposito quadro. La valutazione va fatta caso per caso da un tecnico.

Messa a terra ed equipotenzialità

Gli SPD funzionano solo se hanno dove "scaricare" l'energia: l'impianto di terra. Per questo è fondamentale che tutte le masse metalliche dell'impianto — le strutture di supporto, le cornici dei moduli — siano collegate a un impianto di terra efficiente. Questo collegamento (equipotenzialità) riduce le differenze di potenziale pericolose e rende davvero efficaci gli scaricatori.

SPD e Protezione di Interfaccia: due cose diverse

Spesso si confondono. La Protezione di Interfaccia (PI), richiesta dalla norma CEI 0-21, disconnette l'impianto dalla rete quando tensione o frequenza escono dai valori ammessi: serve a proteggere la rete e la sicurezza, non a fermare i picchi. Gli SPD, invece, proteggono i componenti dell'impianto dalle sovratensioni. Sono due protezioni complementari: un impianto a regola d'arte le ha entrambe.

Le norme di riferimento

La protezione dalle sovratensioni del fotovoltaico è regolata da un quadro normativo preciso:

  • CEI EN 62305: protezione contro i fulmini, comprende l'analisi del rischio che determina se e quali SPD sono necessari.
  • CEI 0-21: regola la connessione degli impianti in bassa tensione (include la Protezione di Interfaccia).
  • CEI 82-25 e CEI 64-8: regole tecniche per la realizzazione degli impianti fotovoltaici negli edifici.

Gli SPD si consumano: la manutenzione conta

Un aspetto poco noto: gli scaricatori di sovratensione non durano per sempre. Ogni volta che intervengono assorbendo un picco, la cartuccia interna si degrada un po'. Dopo diversi interventi — o dopo un singolo evento molto intenso — l'SPD esaurisce la sua capacità di protezione.

La maggior parte degli SPD ha una spia di stato: una finestrella che da verde diventa rossa quando la cartuccia è esaurita e va sostituita. Per questo il controllo degli scaricatori dovrebbe far parte della manutenzione periodica dell'impianto. Nei modelli moderni le cartucce sono a innesto e si sostituiscono singolarmente, senza cambiare l'intero dispositivo.

Un impianto con un SPD esaurito è, di fatto, un impianto non protetto: la spia rossa va presa sul serio.

In sintesi

Proteggere il fotovoltaico dalle sovratensioni non è un costo accessorio: è ciò che mette al sicuro il componente più caro dell'impianto e garantisce continuità di produzione per tutti gli anni a venire. Un impianto ben progettato prevede SPD adeguati su lato DC e AC, un impianto di terra efficiente e una verifica periodica dello stato delle protezioni.

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